CENNI STORICI

Ai più alti vertici dell'industria automobilistica europea
Oltre un secolo d'esperienza 

La prima Opel del 1898

La storia della Opel ebbe inizio nel 1862, quando Adam Opel comincio a produrre le prime macchine da cucire nell'officina paterna, a Russelsheim, sul Meno. La fabbricazione delle macchine da cucire prospero e già dopo pochi anni l'azienda venne dotata di nuovi impianti. Nel 1886 trascinato dall'entusiasmo dei suoi figli, inizio la costruzione di biciclette. Questa nuova attività ottenne subito un grandissimo successo e la fabbrica di Adam Opel divenne in breve tempo la più importante del mondo in quel settore. Contemporaneamente, I'automobile stava compiendo notevoli progressi, grazie soprattutto all'attività di sviluppo svolta in questo campo dalla Benz, dalla Daimler e dalla Maybach. Adam Opel mori nel 1895. Tre anni più tardi i figli Wilhelm e Fritz acquistarono la carrozzeria Lutzmann che possedeva un brevetto per la costruzione di automobili e, nella primavera del 1899, la prima Opel usciva dalla fabbrica di Rüsselsheim.

La Opel 5/12 PS del 1912

Un anno dopo, nel 1898, veniva messo a punto il primo "motoveicolo brevetto Opel" costruito con il sistema Lutzmann. Malgrado i numerosi perfezionamenti tecnici apportati, i fratelli Opel non erano ancora soddisfatti delle prestazioni fornite dalla vettura e ben presto si convinsero che non valeva la pena di proseguire nello sviluppo di tale veicolo. Nonostante questo esordio poco promettente, la Casa non intendeva rinunciare al settore automobilistico ed era alla ricerca di un nuovo indirizzo produttivo.

La Opel limousine 1800 con motore a 6 cilindri in linea, del 1933

Nel corso del 1900 la Opel riuscì a stipulare con la Darracq di Suresnes un accordo per la concessione del brevetto di fabbricazione e della rappresentanza. In un primo tempo si procuro i telai Darracq completi e li equipaggio con carrozzerie fabbricate a Russelsheim: tali vetture, veloci ed efficienti, venivano vendute in Germania e in Austria come Opel Darracq.

La Opel Kapitan del 1939

Nell'autunno del 1902 apparve la prima auto costruita interamente dalla Opel la 10/12 PS con motore anteriore bicilindrico e trasmissione e cardano. Nel corso degli anni la produzione andò ampliandosi e venne impostata tutta una serie di nuovi modelli a 4 cilindri, come la 20/24 e la 40 PS. Nel 1906 si estinsero gli accordi con la Daracq e la produzione Opel, pur essendo ancora rata agli schemi di base della Casa francese, assunse caratteristiche particolari e originali. La ottima qualità e i numerosi successi ottenuti in campo sportivo contribuirono a porre ben presto la Opel nel novero delle principali marche automobilistiche tedesche.

Fra i modelli più popolari e diffusi sino al 1910 figurava la cosiddetta "macchina del dottore", equipaggiata di motori a 2 cilindri, raffreddati ad acqua, il 6/12 oppure l'8/14 PS, famosa per la durata e il funzionamento sicuro. Grande diffusione ebbero anche le successive "piccole" a 4 cilindri, che vennero prodotte in gran numero fra il 1910 e lo scoppio della prima guerra mondiale: una di queste era la famosa Pupetta (Puppchen), con motore a 4 cilindri da 1,4 litri dalla potenza di 15 cv a 1800 giri/min.

Sino al 1914 l'Opel continuò a partecipare intensamente alle competizioni internazionali, conquistando numerose e importanti vittorie in Francia, Russia, Austria e Svezia. 

Oltre alla crescente produzione di automobili, la Opel continuava a fabbricare biciclette, motociclette e macchine da cucire, i cui volumi produttivi erano i più alti di tutte le industrie europee dei vari settori. Nell'autunno 1911 proprio alla vigilia della costruzione della milionesima macchina da cucire, nella fabbrica Opel scoppiò un grosso incendio che distrusse gran parte degli impianti produttivi. Ma ben presto lo stabilimento venne ricostruito, più grande e moderno di prima. Con l'ammodernamento degli impianti, fu avviato un nuovo programma produttivo: nella gamma di modelli, oltre alla popolare Pupetta, figuravano vetture da 1,ó e 2 litri per giungere fino alla grossa Opel di lusso da 100 cv, con motore a 4 cilindri da 10,2 litri con valvole in test a. Inoltre si costruiva in serie limitata anche una sportiva biposto di 2000 cc. Tutti questi modelli avevano motori a 4 cilindri. 

Vetture spaziose a basso prezzo

I primi anni del dopoguerra furono assai difficili perché la fabbrica si trovava nella zona di occupazione francese: la produzione era ostacolata dalla carenza di materie prime, dagli scioperi e dalle complicazioni inerenti alla situazione politica, nonché dalla perdita di parecchi mercati di esportazione. 

La Opel Olympia Rekord del 1958

Da tempo, tuttavia, i fratelli Opel avevano deciso di porre alla base della loro futura produzione una vetturetta che si addicesse alla mutata situazione economica. Ciò si realizzò nel 1924: il nuovo modello, una biposto con motore da 1 litro a 4 cilindri (4/12 PS) che per la sua verniciatura in verde venne soprannominato nato "la rana", comincio a uscire dalla catena di montaggio nella primavera di quell'anno. La sua produzione giornaliera passo in breve tempo dagli iniziali 25 esemplari fino a 125 unita. La vetturetta, grazie anche al suo prezzo di 4500 marchi (progressivamente ridotto a 2950 marchi), fece sensazione. Nel 1926 segui una vettura di rappresentanza, la 100, con motore a 6 cilindri da 4,2 litri. Un anno dopo inizio la produzione di un'altra "piccola" a 6 cilindri con motore da 2 litri. Queste due ultime sei cilindri si ispiravano ai contemporanei modelli americani, sia dal punto di vista tecnico sia estetico: la 100, in particolare, ricordava la sei cilindri Packard, di cui aveva la stessa impostazione stilistica, compreso il caratteristico radiatore, che divenne in seguito comune a tutti i modelli Opel.

Avendo conquistato il 37,5% del mercato automobilistico tedesco, la Opel occupava ormai una posizione preminente. Già nel 1928, avvalendosi di 8000 operai, produceva giornalmente 250 vetture. Anche la rete di assistenza per i clienti (con prezzi fissi per le riparazioni) era organizzatissima.

La Opel Rekord a quattro porte del 1963

Prima della grande crisi mondiale la Casa entro in trattative con il gruppo americano della General Motors e stipulo con esso un accordo piuttosto favorevole. Nel 1929 l'azienda, che fino ad allora era stata di proprietà della famiglia Opel, venne trasformata in società per azioni, la maggioranza delle quali fu acquistata dalla General Motors. L'industria tedesca veniva così praticamente incorporata in un complesso operante su scala mondiale col vantaggio di usufruire direttamente delle esperienze tecniche e organizzative e dei brevetti del colosso statunitense.

La Opel Kadett del 1973 (modello quattro porte)

Nel 1935 apparve la rivoluzionaria Olympia, con carrozzeria autoportante tutta in acciaio equipaggiata con un quattro cilindri di 1,3 litri da 26 cv. E' opportuno ricordare anche la P 4, con motore a 4 cilindri da 1,1 litri, che venne lanciata sul mercato al prezzo incredibilmente basso di 1450 marchi. Alla fine del 1936 usci anche il nuovo modello Kadett, che aveva lo stesso motore da 1,1 litri della P 4, ma una carrozzeria in acciaio autoportante, come la Olympia.

Negli stabilimenti dell'azienda lavoravano 22 000 tra operai e impiegati e la produzione automobilistica corrispondeva al 40% di quella complessiva tedesca. Nel solo 1938 alla Opel si fabbricarono 140 000 automobili. Nel 1944 entrambi gli stabilimenti Opel vennero semidistrutti dai bombardamenti. La fine della guerra segnò la perdita degli impianti della fabbrica di Brandeburgo, che vennero smontati e trasferiti nell'Unione Sovietica. Cosi pure tutti gli impianti di Russelsheim destinati alla produzione della Kadett vennero consegnati come riparazione di guerra, assieme ai progetti e alle attrezzature, ai russi che li trasferirono in patria.

Nel 1948 la General Motors riassorbi tutta quanta l'azienda tedesca che si era dovuta staccare da essa a causa degli eventi bellici.

A questo punto cominciò la rapida ripresa della Adam Opel AG. Nel 1948 si poterono produrre solo 3300 autovetture, ma nel 1949 si giunse a quasi 40 000 e nel 1953 si superarono le 100 mila. Dieci anni dopo la Opel era seconda per volume produttivo solo alla Volkswagen, si trovava cioè al secondo posto fra le industrie tedesche.

La Opel Ascona del 1974. Versione a 2 porte

Nel 1953 comparve la Olympia Rekord, dotata della ormai sperimentata parte meccanica dei modelli precedenti ma con una carrozzeria completamente nuova. All'inizio degli anni sessanta gli stabilimenti Opel raddoppiarono quasi il volume produttivo grazie alla rinascita della Kadett a un prezzo assai competitivo. Per la sua produzione si creo un nuovo e moderno impianto a Bochum. 

La Opel GT 1900, in produzione dal 1968 al 1973

Alquanto interessante come prestazioni e come linea risultò la sportiva GT derivata dalla Kadett, la cui carrozzeria biposto con proiettori rientrabili aveva una struttura aerodinamica particolarmente valida e consentiva velocità elevate. Dal 1969 questo modello sportivo viene prodotto in serie limitata.

Dal 1964 la Rekord si poteva avere, a richiesta, anche con motore a 6 cilindri da 2,6 litri, e qualche tempo dopo anche 2,2 litri. Questa versione preannunciava la successiva Commodore.

La Opel Manta SR del 1974

In quegli anni le tre grandi della Casa, la Kapitan, la rinata Admiral e la Diplomat costituivano i modelli piu grossi e lussuosi della Opel. La più potente delle tre nuove Opel, la Diplomat, aveva un motore Chevrolet a 8 cilindri a V di 5,4 litri (230 cv). 

La Commodore GS di 2800 cc. in produzione dal 1972

Con la Manta e l'Ascona, lanciate dalla Opel nel 1970, inizio una nuova serie di modelli, a meta strada fra la Kadett e la Rekord, equipaggiati con motori a 4 cilindri da 1,2, da 1,6 e da l 9 litri e carrozzerie di nuovo disegno. A queste si aggiunse la sportiva Commodore che, grazie al suo aspetto elegante e alle sue ottime prestazioni, ha ottenuto notevole successo. 

La Opel Rekord con motore Diesel di 2100 cc. del 1972

Il resto è storia recente: negli anni 80 e 90, modelli come Corsa, Vectra, Astra, Zafira, Omega, le sportive Calibra e Tigra, il fuoristrada Frontera, i veicoli commerciali quali Combo, Corsa Van, Astrea Vanm hanno fortemente contribuito al rafforzamento dell'immagine Opel nel mondo. Design moderno e funzionale, nuove e più razionali tecniche di produzione. la sempre più approfondita ricerca della qualità totale, sono i componenti principali sui quali si basa il successi della Opel tanto da farle conseguire, nel corso di questi anni una serie di obiettivi davvero impressionante.
 



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