Veduta di Cortona


CORTONA: UNA CITTA'  DA VISITARE
Cortona, piccola città toscana, adagiata sul declivio di un colle verdeggiante di olivi, vigneti e cipressi, si affaccia su un panorama incantevole, quello della Valdichiana, una fertile pianura delimitata all'orizzonte da una fuga di dolci colline e dalla distesa del lago Trasimeno.

Sito etrusco e poi romano, la città è stata continuamente abitata dall'antichità fino ad oggi, senza soluzione di continuità. Chi, come turista o semplice visitatore, si avventura attraverso il cuore antico della città sarà colpito dai vicoli scoscesi, dagli scorci pittoreschi, dalle caratteristiche strade solitarie, dagli imponenti e severi edifici delle suore di clausura a cui si arriva per strade ripide e vertiginose, dalle antiche chiesette del Poggio con i loro aggraziati campanili a vela che si stagliano nell'azzurro del cielo. Ma la caratteristica principale di Cortona e quella di avere realizzato una perfetta simbiosi tra il nuovo e l'antico, tra l'anima etrusca e quella romana, tra le linee medievali e quelle rinascimentali, così che passeggiando per le vie cittadine si ha l'impressione di compiere un'escursione nel tempo, un viaggio in armonia con la storia della civiltà.

La via del Gesu'La storia di Cortona, poi, si perde nella notte dei tempi. Prima di essere medievale e stata romana, prima di essere romana e stata Lucumonia etrusca e senza dubbio importante, dal momento che molti autori classici, da Erodoto a Dionigi di Alicarnasso, da Virgilio a Ellanico Lesbio, tanto per citarne qualcuno, hanno parlato o alluso a questa città. Stando ad alcuni antichi autori il territorio dell'Etruria era diviso fra dodici città o popoli: Caere, Tarquinia, Vulci, Roselle, Vetulonia, Veio, Volsinii, Chiusi, Perugia, Arezzo, Volterra e Cortona. Cortona all'interno di questa federazione godeva di una grande fama e studi più recenti documentano un crescendo di testimonianze importanti oltre al poderoso perimetro murario, lungo più di due chilometri, di cui sono ancora visibili ampi tratti. Non molte, invece, le testimonianze archeologiche che non hanno consentito di ben connotare la sua struttura urbanistica. Notevole la serie di tombe a tumulo risalenti al VII-VI secolo a.C. Iocalizzate a Camucia e presso la località Sodo (i Meloni).

Le grandi sorprese per Cortona sono venute in questi anni proprio dagli scavi delle tombe del Melone II del Sodo. II complesso tombale del Melone II, in seguito a recenti scavi, ha rilevato tutta la sua imponenza evidenziando una circonferenza di circa 160 metri. La struttura comprende, oltre un monumentale tamburo cilindrico (su cui si imposta la struttura del tumulo), due tombe monumentali, un altare-terrazza al quale si accede mediante una imponente gradinata. Le ante che lateralmente delimitano questa gradinata sono costitute da due grandi blocchi scolpiti, con raffigurazioni di lotta fra esseri umani e mostri fantastici.
L'altare e fiancheggiato da grossi elementi scultorei, originariamente disposti a guisa di parapetto, con figure di palmette e spirali trattenute da un nastro e simili ai coronamenti delle steli fiesolane. Dalla Tomba II del Melone proviene un importante e cospicuo numero di suppellettili e gioielli, oggi esposti al Museo dell'Accademia Etrusca in un'apposita ala all'ultimo piano di Palazzo Casali. I reperti, specialmente quelli in oro, si distinguono per la straordinaria tecnica di lavorazione, che alterna le tecniche dello sbalzo del pulviscolo a quelle della granulazione. Fibule, pendenti, anelli, collane, oggi esposti al Museo dell'Accademia Etrusca, vanno ad arricchire la già straordinaria offerta turistico-culturale di Cortona. Il turista in visita alla città, al di là dell'approccio immediato con le bellezze artistiche e del paesaggio, può ripercorrere un magico viaggio nel tempo dagli albori della civiltà, con il mondo misterioso dell'antico popolo degli Etruschi, ai capolavori pittorici del Rinascimento, visitando oltre al citato Museo dell'Accademia Etrusca anche il Museo Diocesano, che custodisce fra l'altro pregevoli opere del cortonese Luca Signorelli e una stupenda Annunciazione del Beato Angelico. Potrà incamminarsi poi nei percorsi che furono di San Francesco d'Assisi, alla scoperta di luoghi mistici quali il convento francescano delle Celle e ammirare i grandi mosaici di Gino Severini, che guidano dal centro storico fino al santuario di Santa Margherita.



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